Crisi d’Impresa

Nella crisi d’impresa, prima si interviene e più opzioni restano sul tavolo. Ti aiutiamo a leggere per tempo i segnali di difficoltà e a costruire un piano concreto, non solo a gestire l’emergenza.

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Cosa include il servizio

  • Prevenzione e segnali di allerta

    Adeguati assetti organizzativi e indicatori per riconoscere per tempo gli squilibri, come richiede il Codice della Crisi d’Impresa.

  • Independent Business Review (IBR)

    Analisi indipendente della sostenibilità del business e del piano aziendale, spesso richiesta da banche e investitori.

  • Piani di risanamento e ristrutturazione

    Piani attestati, accordi di ristrutturazione dei debiti, piani di rilancio e sviluppo.

  • Composizione negoziata della crisi

    Affianchiamo l’impresa come advisor nel percorso con l’esperto e nelle trattative con i creditori.

  • Procedure concorsuali

    Assistenza nelle procedure previste dal Codice della Crisi, quando servono strumenti con l’intervento del tribunale.

  • Sovraindebitamento

    Per piccoli imprenditori, professionisti e consumatori che non possono accedere alle procedure ordinarie: piano del consumatore, concordato minore, liquidazione controllata.

Quando ti serve

Ti riconosci in una di queste situazioni?

  • Fai fatica a pagare fornitori, fisco o banche alle scadenze
  • La banca chiede un piano o una revisione indipendente prima di concedere nuova finanza
  • I margini si riducono da mesi e non è chiaro dove intervenire
  • Sei un piccolo imprenditore o un professionista con debiti che non riesci più a sostenere

Il nostro metodo

Come lavoriamo

  1. Analisi

    Ascoltiamo la tua esigenza e analizziamo la situazione attuale della tua impresa.

  2. Proposta operativa

    Ti presentiamo una soluzione su misura, con tempi e costi chiari fin dall’inizio.

  3. Assistenza continuativa

    Ti seguiamo nell’attuazione, senza lasciarti solo dopo la prima consulenza.

Domande frequenti

Quali sono le procedure di sovraindebitamento?

Le procedure di sovraindebitamento sono pensate per chi non può accedere alle procedure concorsuali ordinarie: piccoli imprenditori, professionisti, consumatori e imprese agricole. Il Codice della Crisi ne prevede tre: il piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore, il concordato minore e la liquidazione controllata. Per questi soggetti sono l’alternativa alle procedure previste per le imprese di maggiori dimensioni, come il concordato preventivo e la liquidazione giudiziale.

Cos’è la composizione negoziata e a chi conviene?

È un percorso volontario e riservato, previsto dal Codice della Crisi d’Impresa, in cui l’imprenditore in difficoltà, ma con concrete possibilità di risanare l’attività, tratta con i creditori con l’aiuto di un esperto indipendente nominato tramite la Camera di Commercio. Conviene a chi coglie per tempo i segnali di squilibrio: permette di cercare un accordo prima che la situazione diventi insolvenza e, se serve, di chiedere misure che proteggono il patrimonio durante le trattative.

Che ruolo ha l’advisor nella composizione negoziata?

L’esperto nominato tramite la Camera di Commercio è una figura terza e imparziale, che facilita le trattative. L’advisor, invece, sta dalla parte dell’impresa: analizza la situazione economico-finanziaria, prepara il progetto di piano di risanamento e la documentazione richiesta per accedere al percorso, e affianca l’imprenditore nel confronto con l’esperto e con i creditori.

Che cos’è un’Independent Business Review?

È un’analisi indipendente della situazione di un’impresa, svolta da un professionista esterno, che valuta la sostenibilità del modello di business e del piano aziendale. È spesso richiesta da banche e investitori prima di concedere nuova finanza o rinegoziare il debito, e aiuta l’impresa a capire con obiettività da dove ripartire.

Che differenza c’è tra piano attestato e accordo di ristrutturazione?

Il piano attestato di risanamento è predisposto dall’impresa e verificato da un professionista indipendente, che ne attesta la veridicità dei dati e la fattibilità: non richiede l’intervento del tribunale e non vincola i creditori che non vi aderiscono. L’accordo di ristrutturazione dei debiti, invece, si conclude con una parte qualificata dei creditori, nelle percentuali previste dalla legge, e viene omologato dal tribunale, con effetti e protezioni più ampi.

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